sabato 18 giugno 2011

La realtà

Un solo pensiero nella mia mente
Sfiorare la tua mano dolcemente
E sussurrarti ti amo lentamente.
Questa è solo poesia di un momento sognato,
È solo una pennellata di un quadro molto studitato,
È solo una nota perfetta in una dolce sinfonia.
Ma la realtà è ben diversa perché mai ho fatto un sogno bello come il tuo viso, mai ho visto un quadro perfetto come i tuoi occhi e di certo nessuna canzone è dolce come il suono della tua voce.

© Picco Fabrizio


martedì 5 ottobre 2010

Il consiglio

Un soffio di vento
che sussurra lento
stai attento il tempo sta cambiando
porta l'ombrello dove stai andando.
Silenzio risposi a quel vento dispettoso
perchè mai dovrei preoccuparmi del tempo capriccioso?
Un consiglio si accetta in ogni momento
anche quando sembra urlato nel vento
anche quando ci sembra stupido
perchè guardi il cielo e sembra limpido.
Ricorda che la tempesta
coglie impreparato chi è dentro la foresta
dove gli alberi e le foglie
accecano chi l'avviso non coglie.
Stai sereno ma sempre attento
e accetta il consiglio del vento
e ricordati che esso si nasconde dietro ogni cosa
come un'ape si nasconde in una rosa.
Nel tuo caso può essere un amico
o forse anche un tuo nemico
ma ricorda sempre di pensare
e dopo aver riflettuto comincia a parlare.
E' forse pazzia quello che ti viene chiesto?
O tu lo trovi solo uno stupido pretesto?
Certo a volte vien difficile
quando vedi l'altro come un vigile
l'autorità sembra importi
e sembra che questo cambi le tue sorti;
ma un consiglio è dato per aiutare
anche quando ci impedisce di amare.
Accettalo senza pensare
e non cercare sempre di parlare
il silenzio a volte è il migliore amico
e sconfigge anche quel tuo nemico
che si può nascondere dietro al tuo orgoglio
e ti fa urlare il consiglio non lo voglio!
Tutto quello che potevo ti ho insegnato
e ora vado come sono arrivato
non ti resta che pensare
voglio davvero continare a parlare?
O il silenzio sceglierai
e il consiglio accetterai?

© Picco Fabrizio

lunedì 4 ottobre 2010

L'orgoglio e la guerra

Chiuso nel buio dei miei pensieri
che ogni giorno si fan sempre più neri.
La fame, la sete e senza una casa mia
tutto questo è solo una gran prigionia;
niente sbarre nè lucchetti 
ma solo infiniti malati su tanti letti
che piangono di dolore 
mentre le bombe rintoccano le ore
di questa guerra iniziata e mai finita
che ogni secondo porta via un'altra vita.
Basterebbe una parola e una bandiera bianca, 
per far tornare quella pace che ora manca.
Purtroppo è troppo l'orgoglio
che blocca la pace come uno scoglio.
Non ci resta che sperare 
di smettere di piangere e ricominciare ad amare.

© Picco Fabrizio

giovedì 23 settembre 2010

La festa a sorpresa

Un urlo fortissimo risuonò per il corridoio:
"Chi sei?" - Le pareti facevano risuanare quella domanda quasi l'avessi ripetuta centinaia di volte, anche se forse dentro di me in quei pochi secondi non mi ero ripetuta altro.
"Chi sei?" - Anche questa volta nessuna risposta. Cercai di controllare il respiro, che ormai per l'agitazione era come impazzito, ispirai a pieni polmoni e presi il poco coraggio che mi rimaneva. Pensai che quella sera fu una pessima idea mettere quelle scarpe così alte con quei tacchi a spillo, a ogni passo il loro rumore si sentiva quasi più del mio urlo. Tra di me pensai che con quel rumore sarei stata sopraffatta facilmente dalla persona che si era introdotta nella villa, decisi allora di togliere le scarpe. Il pavimento in marmo era molto freddo ma almeno così i miei passi erano silenziosi. Molto lentamente arrivai all'entrata del grande salone, dall'uscio della porta sbirciai all'interno...non c'era nessuno... "Chi c'è?" - Urlai di nuovo. Avevo sentito quei rumori proprio da questa parte eppure ora tutto taceva, tutto era immobile come sempre. Mi voltai e vidi la finestra sulla destra leggermente aperta... subito accanto un uomo immobile, riuscivo solo a vedere una figura scura... diventai di pietra. Le labbra, come il resto del mio corpo tremava dalla paura e non riuscii a dire neanche una parola. All'improvviso la luce si accese e si sentì un fortissimo: "Sorpresa!". Dalla sala accanto uscirono tutti i miei amici pronti ad abbracciarmi, ma la paura avuta poco prima fu troppo forte. Angela fece appena in tempo a raggiungermi quando mi accasciai a terra. L'ambulanza arrivò immediatamente ma ormai era troppo tardi, avevo avuto un infarto e la festa a sorpresa si rivelò il mio ultimo minuto di vita.

© Picco Fabrizio

Ho scritto questa piccola storiella perchè volevo portare i miei lettori a riflettere. Non sempre quello che può sembrare uno scherzo poi si rivela tale. Con questo non voglio dire che quando organizzerete la prossima festa a sorpresa morirà qualcuno, nè che non dobbiate più farne. Ma riflettete bene su gli scherzi che potreste fare, riflettete se possono essere pericolosi o possono nuocere a chi li riceve o a qualcuno nelle vicinanze. Ridere fa bene, rigenera l'anima, ma se non usiamo la testa le lacrime prodotte da una risata si potrebbero trasformare in lacrime di dolore.

Il rimpianto

Rimanere ore immobili a fissare solo il vuoto; o almeno dall'esterno sembra così...ma cosa racchiude quello sguardo perso nei pensieri... la tua immagine, il tuo ricordo, quei bellissimi momenti passati insieme, quelle risate così vive nella tua mente che ti sembra quasi di sentirle... ma volgi lo sguardo e davanti a te c'è solo un muro, e le tue orecchie non odono altro che silenzio. Quel calore, quella felicità, tutto scomparso in un istante; solo dopo, quando ormai tutto è finito, si, solo in quel momento, riesci a cogliere il valore di quello che avevi ma che ormai è perso per sempre.

© Picco Fabrizio

venerdì 17 settembre 2010

Passione

Un bacio, una carezza
e in un secondo scoppiò la tempesta;
tempesta di sentimenti e di emozioni
forti come dei cicloni;
niente acque, nè onde nè cavalloni
ma solo i tuoi grandissimi occhioni;
non serve un'ora, un minuto o un secondo
all'istante tu incendi un mondo;
poi mi guardi e mi saluti
e tutti e due rimaniamo muti;
ci resta soltanto che abbracciare il ricordo
della passione che in questa barca ci ha portato abbordo.

© Picco Fabrizio

domenica 1 agosto 2010

Il sogno

Ero in un posto stupendo,
alberi fioriti che davano frutti di ogni colore e profumo,
uccellini bellissimi che cantavano felici sui rami,
e dietro un albero ai piedi di uno stupendo ruscello c'eri tu,
non bella ma decisamente di più,
non perfetta perchè il cemplice aggettivo vorrebbe dire che c'è qualcosa di imperfetto
mentre la tua semplice presenza cancellava l'imperfezione da ogni cosa.
Insieme cominciammo a costeggiare il ruscello, parlando e ridendo
facendoci fare compagnia dalla pace e dalla felicità e poi ad un tratto...
mi svegliai...
gli alberi, gli uccelli, il ruscello...era tutto sparito.
Era solo un sogno stupendo, poi mi girai nel letto, c'eri tu e in quel preciso istante
la pace e la felicità del sogno diventarono una stupenda realtà.

© Picco Fabrizio